Annouk009's Blog

giugno 22, 2009

Filed under: Uncategorized — annouk009 @ 8:31 pm

Tempo fa mi capita sotto gli occhi il titolo: “La solitudine dei numeri primi”. Wow! Che titolo!

Tutti sapete di che libro sto parlando, è l’ultimo premio Strega di cui i media non hanno fatto che ciarlare per mesi e mesi fino a farci passare la voglia di leggerlo… anche perché, in genere, regola vuole che se ne parlano tutti così bene è facile che a me non piaccia…

Cmq sia, la prima volta che l’ho adocchiato, mi ha fulminato e per il titolo e, anche lì, per la copertina… viso di un preadolescente (non si capisce se maschio o femmina) mezzo coperto da foglie di vegetazione con una espressione indefinibile… bah… quanto meno contrariata… occhi enormi spaventati e “barricati” (non mi viene un aggettivo migliore).

E poi quella sentenza di titolo… La capacità di esprimersi in maniera così concisa ed allo stesso tempo chiara e poetica (pur mediante un’espressione matematica in questo caso) l’ho sempre trovata una dote eccezionale… forse è davvero l’X factor che contraddistingue il poeta.

Fatto sta che lì per lì decido di non comprarlo.

Tempo dopo mi capita per caso di assistere alla conferenza di presentazione del libro al Festival della Creatività alla Fortezza a Firenze… è presente l’autore: un ragazzo schivo praticamente mio coetaneo che trasuda malinconia e disagio di essere lì a dover parlare davanti a tutta quella gente da tutti i pori.

Appena prima di lui c’è stato una specie di corso di scrittura creativa tenuto da un signore di mezza età che probabilmente con tutte le sue forze desidera fare lo scrittore ma, ahimè non possiede il dono (e lo sa anche lui). Si è affannato invano per due ore a tenere l’attenzione di uno sparuto pubblico di una decina di persone, leggendo qualche pagina del suo libro.

E ora arriva il ragazzino. E’ sempre il signore a fare gli onori di casa… chissà cosa prova nel vedere il salone riempirsi così… Tutta quella gente con il libro- feticcio in mano, tutti con qualcosa di intelligente e profondo da chiedere… tutti pronti a scattare per l’autografo…

L’attesa è carica. E’ bello, perché non capita spesso che il primo libro di un giovane outsider vinca il premio Strega alla faccia dei vecchi bacucchi e catalizzi così tanta attenzione direttamente e visceralmente da parte del pubblico.

Sono prevenuta, sono molto prevenuta. I fenomeni di massa non mi piacciono… però quel ragazzo timido mi sta subito simpatico, anche solo per il fatto di non essersi ancora abituato al baraccone dopo un anno che ci sta sopra… Mostra tutto il suo disagio nel dover disaminare parola per parola quello che ha scritto… come sa essere ridicolo ed irruento il lettore che va a spulciare la virgola, il sospiro non scritto e immaginato… alla ricerca di significati nascosti che il narratore magari non ha neanche lontanamente pensato.

Incalzano le domande “intelligenti” ma lui non si fa prendere né dal panico, né dall’astio: riflette su ogni domanda, cioè sul serio, si ferma a soppesare tutte le parole e risponde veramente, non così tanto per passare oltre. All’intervento di un ragazzo, candidamente dice di non sapere cosa rispondere.

Me ne vado dalla conferenza felice con argomenti di conversazione e meditazione buoni per un paio di giorni ed ovviamente leggo il libro.

E’ davvero molto bello… ed anche il contestatissimo finale (di cui non parlerò) è uno dei più azzeccati e non scontati che abbia mai letto.

Mi viene in mente Salinger:

“Quelli che mi lasciano proprio senza fiato sono i libri che quando li hai finiti di leggere e tutto quel che segue vorresti che l’autore fosse un tuo amico per la pelle e poterlo chiamare al telefono tutte le volte che ti gira“

Ecco, dovrebbe essere all’incontro… prima un autore andrebbe conosciuto come persona e poi eventualmente farsi affascinare dal libro…

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Filed under: Uncategorized — annouk009 @ 1:15 pm

Caro prof,

la mia vita in questi ultimi mesi sta prendendo una piega inattesa.

Ho commesso una serie di errori, ho rischiato di buttare la mia vita e mi sono vista abbandonata dalla persona che più amavo.

Le persone da cui invece non mi aspettavo niente, sono rimaste con me, pur non comprendendo, silenziosamente, senza emettere sentenze. Ed anche oggi non so perché lo fanno, io forse non ci sarei riuscita.

Ho voglia di ricominciare ed il punto da cui ricostruire è il contatto umano.

Ecco perché il blog non fa per me. E’ troppo rischioso, troppo impersonale. Tenerlo su in questi mesi mi ha richiesto sacrificio psicologico… tanta voglia di raccontare… ma non sarebbe stato giusto per me.

 Ho solo voglia di andare in giro, di fare cose per me importanti e discutere sì e ridere con i miei amici, ma guardandosi in faccia, magari davanti ad una bella birretta!:-)

Cmq prof, questa esperienza mi è servita quanto meno a scoprire l’esistenza di Pubmed e Medal.org che sicuramente si riveleranno utili per il mio futuro di medico e a focalizzare la mia attenzione su delle tematiche nuove per me, tipo il copyright e la scolarizzazione: son quelle cose che uno ci pensa sì, ma non ci si sofferma mai più di tanto. Mi è anche successa una cosa molto carina grazie a questo blog… queste tematiche infatti mi hanno fatto re-intrecciare i rapporti con una mia vecchia amica che non vedo da anni… in realtà non siamo mai state amiche all’epoca in cui ci vedevamo tutti i giorni a scuola, ma oggi riscopro una persona diversa, o forse dovrei dire che la scopro per la prima volta. Beh, così sembra che mi contraddica con quanto detto prima, ma in realtà non è così.

Per me internet è un’imprescindibile mezzo di studio, nonché di informazione, ma per il resto opto ancora sulla vita reale.

Probabilmente faccio parte della schiera che non ha capito niente e forse verrà anche il giorno in cui comprenderò a pieno la portata della rete, ma non oggi… oggi ho bisogno di ripartire dai prati in fiore…;-)

Filed under: Uncategorized — annouk009 @ 12:32 pm

Filed under: Uncategorized — annouk009 @ 12:29 pm

Probabilmente e fortunatamente mia madre non leggerà mai questo blog ed è per questo che voglio scrivere qui questa cosa.

Tante volte ho sorriso mentre mandava i suoi 100 euro annuali all’airc per la ricerca contro il cancro…”quella cifra irrisoria non è che un palliativo”- pensavo- “ma se la fa star bene!”.

Non so perchè, ma  oggi ho capito con una forza nuova quanto sia bello quel gesto, quanto sia vero. La sofferenza diretta riempie di significato quel semplice gesto, piccolo, ma pieno.

giugno 9, 2009

Filed under: Uncategorized — annouk009 @ 9:13 am


MusicPlaylistRingtones
Music Playlist at MixPod.com

Questa sembra scritta per me…

Filed under: Uncategorized — annouk009 @ 9:07 am

Creep – Radiohead

When you were here before
Couldn’t look you in the eye
You’re just like an angel
Your skin makes me cry
You float like a feather
In a beautiful world
And I wish I was special
You’re so fuckin’ special

But I’m a creep, I’m a weirdo.
What the hell am I doing here?
I don’t belong here.

I don’t care if it hurts
I want to have control
I want a perfect body
I want a perfect soul
I want you to notice
When I’m not around
You’re so fuckin’ special
I wish I was special

But I’m a creep, I’m a weirdo.
What the hell am I doing here?
I don’t belong here.

She’s running out again,
She’s running out
She’s run run run running out…

Whatever makes you happy
Whatever you want
You’re so fuckin’ special
I wish I was special…

But I’m a creep, I’m a weirdo,
What the hell am I doing here?
I don’t belong here.
I don’t belong here.

giugno 8, 2009

A proposito della letteratura scientifica

Filed under: Uncategorized — annouk009 @ 3:27 pm

Speculazione, potere e soldi, troppi soldi.

Queste sono le prime cose che mi vengono in mente se penso al mondo delle case farmaceutiche, ma non nego che leggere questo articolo sulla letteratura scientifica (http://infomedfi.pbworks.com/Risorse-bibliografiche) non mi abbia aperto delle visuali nuove e terribili sul mondo della ricerca. Vero è che sono ancora una novizia della medicina, però certe dinamiche mi hanno lasciata decisamente senza parole. Forse sarò un’idealista o semplicemente un’ingenua, ma pensare che dietro ad ogni pubblicazione ci fosse tutto questo, mai.

Poi un conto è sentirle raccontare in qualche inchiesta o in qualche film denuncia, un conto è sbatterci la testa contro. Mi viene in mente una delle ultime lezioni di biochimica del professor Raugei… una di quelle a fine anno dove a frequentare son rimasti 4 gatti, il programma è quasi finito ed il docente può lasciarsi andare a riflessioni più ampie interagendo direttamente con gli studenti, le più belle insomma. Si parlava di ingegneria genetica e nello specifico di sintesi di proteine mutate destinate al commercio, tipo vaccini o altri farmaci di natura peptidica come l’insulina.

L’insulina è stata, nel 1982, il primo enzima umano prodotto con tecniche di ingegneria genetica del DNA ricombinante in sistemi batterici e dunque il primo farmaco biotecnologico messo in commercio e registrato con un brevetto.

I diabetici necessitano di iniezioni di insulina tutti i giorni. Prima dell’avvento dell’ingegneria genetica, l’insulina usata era quella estratta da suini: l’insulina, infatti, non è specie- specifica, pur non essendo del tutto identica a quella umana (differiscono solo per 2 aminoacidi). Tuttavia, alcuni soggetti (circa 1/1000) presentavano una resistenza immunitaria all’insulina animale e per questo si è dovuto provvedere a sintetizzare quella umana in laboratorio.

I biofarmaci cosiddetti di prima generazione sono quelli che replicano fedelmente la funzione della molecola presente normalmente nell’organismo: le proprietà farmacologiche non sono “migliorate” rispetto al prodotto naturale. Tuttavia, è possibile fare delle piccole sostituzioni, anche di un solo aminoacido, su una sequenza, a volte per migliorare il prodotto, a volte semplicemente per motivi di brevetto. Il prodotto insulina rappresenta una sorgente di denaro non indifferente per le case farmaceutiche, se si considera che in tutto il mondo ci sono circa 177 milioni di diabetici, 32 milioni nella sola Europa. Ad oggi esistono sul mercato una quindicina di prodotti assimilabili all’insulina, che differiscono uno dall’altro per la semplice sostituzione conservativa di un solo aminoacido: ciò permette ad ogni casa farmaceutica di avere il proprio prodotto e poter mettere le mani su una fetta di mercato consistente e sicura. Non è un caso che i suddetti colossi farmaceutici stiano investendo enormi quantità di denaro per la produzione di insulina orale al fine di sostituire le iniezioni dei pazienti diabetici. Tutto ciò a scapito della ricerca di altre patologie magari meno “famose”…

Curiosando su Pubmed ho visto che la ricerca si sta muovendo attivamente per cercare una soluzione. Il problema fondamentale del creare l’insulina orale sta nel fatto di farle attraversare il canale digestivo senza essere degradata dagli enzimi digestivi. Alcuni ricercatori stanno cercando di aggiungere dei marcatori idrofobici sulla proteina in modo tale che questa venga riconosciuta e successivamente assorbita dalle cellule. Altri ricercatori invece stanno cercando di costruire delle capsule polimeriche dentro cui inserire l’insulina in modo tale da proteggerla dall’effetto distruttivo degli enzimi digestivi. Questa seconda direzione, seguita da un laboratorio di Mosca, pare sarà quella giusta. L’idea di queste capsule è già usata per gli antibiotici orali, ma c’è una difficoltà maggiore nel trovare delle condizioni di stabilità per l’insulina. In particolare questi ricercatori stanno cercando di creare una struttura stabile per pH compresi fra 1.7 e 5.0 e biodegradabile per pH maggiori di 5.5: in tal modo la capsula potrebbe attraversare indenne lo stomaco e scaricare il proprio contenuto a livello del piccolo intestino, dove i livelli di pH sono compresi fra 6.0 e 8.0. In America , presso l’Indiana University School of Medicine, c’è ancora un altro gruppo che sta cercando di mettere a punto un trattamento insulinico tramite inalazione .

Due parole su Pubmed… he he! Lo conoscevo già da tempo, solo che non ci ero più tornata e son rimasta colpita da quanto sia stato arricchito e da quanto la barra degli strumenti in alto sia cambiata. Voglio dire che è davvero un segnale dei tempi e del nuovo indirizzo che sta prendendo la medicina in questi ultimi anni, il fatto che vi sia una sezione solo per la parte nucleica, una solo per il progetto “proteoma” ed un’altra per il progetto genoma. Solo da questa presentazione iniziale uno dovrebbe farsi un’idea di come stanno cambiando le cose, di come si stia assistendo alla progressiva molecolarizzazione della medicina. Mi viene da pensare a quanto tutto ciò sia fantastico dal punto di vista scientifico, ma anche a tutto quello che si rischia di perdere per quanto riguarda il versante più umano della professione, che alla fine dei conti dovrebbe essere anche lo scopo finale…

A parte queste considerazioni finali, vorrei dire che le risorse indicateci dal prof per comprendere le potenzialità del sito non le ho trovate molto esaurienti e forse forse se ci avesse fatto una lezioncina vis-a-vis sull’argomento non sarebbe stato malaccio… Soprattutto per chi, come me, con l’inglese e con l’informatica non sta messo proprio benissimo… sì, sì, lo so che questo è solo un mio demerito e perciò faccio un pubblico mea culpa, ma ho paura che sia così per tanta gente. Cmq penso che potrebbe essere utile allo scopo andare a seguire uno di quei corsi di 4 ore organizzati dall’Ateneo.

Solo la parte di genetica è una cosa esagerata. ..

giugno 1, 2009

Del copyright

Filed under: Uncategorized — annouk009 @ 11:19 am

Il primo scontro avuto con questa faccenda risale alla tenera età di 15 anni.

Per la prima volta nel nostro liceo, si era riusciti ad organizzare una “Festa della rimavera” in cui ogni studente era libero di mostrare agli altri compagni quali fossero le sue passioni extrascolastiche, dalla pittura al cinema, dalla musica alla moda, e così via. Per la prima volta potevo portare a scuola il mio mondo parallelo e mostrare a tutti che non ero solo una timida secchionazza del liceo…che nella mia vita c’era ben altro! La musica!

E tramite questa storia, incredibilmente avevo scoperto che in classe mia c’era una compagna (non a caso quella che poi sarebbe diventata la mia migliore amica) che nutriva la mia stessa identica passione del pianoforte. Abbiamo messo su la Petite Suite En Bateau di Debussy a 4 mani (la scrivo per esteso perchè è stupenda e chissà mai che qualcuno possa avere la curiosità di andare a sentirsela).

Dopo una preparazione di un mesetto, arriva il grande giorno!…e…sorpresa sorpresa: Preside!

1) “Dovete suonare su una pianola perchè il pf costa troppo”…cioè, non so se mi spiego: Debussy su una pianola…come far giocare il Milan nel campino della parrocchia…ma vabbè! facciamo buon viso a cattivo gioco…quando mai ci ricapiterà una roba così?

2) “Debussy è morto da meno di 90 anni, ergo ci sono ancora i diritti d’autore per la sua riproduzione in pubblico, ergo, per non pagarli, dovete cambiare qualche cosa qua e là”.

Quel giorno, di fronte a cotanta ottusità, ho provato sinceramente a figurarmi il signor Debussy che, dall’alto del suo genio, abbandonando tutte le sue attività, si precipitava in quel liceo di provincia a fermare quelle due ragazzine per riscuotere i suoi diritti… Onestamente non mi è proprio riuscito di vedercelo…

Il punto è questo: è chiaro che l’autore ed i suoi discendenti debano essere tutelati in qualche modo e ricevere un compenso per le loro produzioni, ma a tutto c’è un limite.

Io parto dal presupposto che primariamente un compositore, un poeta, uno scienziato che pubblichi il suo lavoro lo faccia non solo (e non tanto) a scopo di lucro, ma perchè sente l’esigenza di comunicare qualcosa ai suoi simili, sia questa un’emozione, uno stato d’animo o una scoperta.

Se fossi un genio, non potrei che sentirmi onorato e commosso del fatto che qualcuno sia rimasto così colpito da voler riproporre il mio lavoro ad altre anime… e poi, chissà! E’ possibile che qualcuna di queste anime venga colpita di riflesso e vada a comprarsi il mio cd, il mio libro, o meglio ancora, che trovi ispirazione e produca qualcosa di suo, anche in un linguaggio diverso…pensate a Verdi che si ispira a Shakespeare, piuttosto che alle cattedrali progettate dagli architetti del periodo gotico in Francia…quello non era copiare! Quello era cercare sempre di superare gli altri e soprattutto di superare se stessi… Oppure si pensi al poeta che trova sollievo nell’esternare le sue angoscie e paure…sapere che da qualche altra parte del mondo c’è qualcuno che capisce…

E chi meglio di uno scienziato, di un ricercatore, dovrebbe capire che magari le slides tratte dal suo libro (scritto certamente con tanti sforzi e spendendoci soldi e tempo prezioso) potrebbero far accendere una qualche lampadina ad uno studente brillante ma con pochi mezzi?

E’ proprio tramite il libero ricircolo di cultura che si può sperare nella comparsa di una idea nuova proveniente da dove non te lo aspetti…

E’ così terribile questo pensiero?

Lo scopo primo della ricerca (soprattutto in campo medico) non dovrebbe essere quello di trovare soluzioni per aiutare il prossimo?

maggio 31, 2009

Della scolarizzazione

Filed under: Uncategorized — annouk009 @ 10:48 am

Il primo segnale allarmante di non averci capito una mazza di quello che vuol dire “conoscere” è quando credi che questo consista nell’aver assorbito più nozioni possibili, quando hai fatto diligentemente tutti i compiti richiesti insomma. Solo che questo lo capisci dopo, se ti va bene… perché di persone che credono di avere l’oro colato in bocca solo per aver preso una sfilza di 30 a tutti gli esami, ne conosco a iosa.

Ci son passata anch’io in questa fase delirante 🙂 Al liceo però! Non c’è niente di più orribile di una ragazzina saccente che non riesca ad assaporare il valore del dubbio… Uno studia perché lo deve fare, assommando lezioni su lezioni, senza mai fermarsi ad elaborare un concetto personalmente o ad estendere la cosa… no! Questo mai! Tutto ciò che è fuori programma fa perdere tempo! Mai un corto circuito intellettuale, mai una lampadina che si accenda in maniera autonoma. Le connessioni le stabiliscono i prof, tu devi soltanto annotarle e ridirgliele all’interrogazione perché tanto sai che è quello che loro vogliono sentirsi dire. E il bello è che ti sembra tutto normale… ovvio! Chi c’è a dirti che esiste anche altro?

 Se ripenso alla mia brillante carriera scolastica da liceale, mi vengono in mente tanti episodi di “repressione intellettuale” a spese mie e più spesso a spese di compagni più liberi e creativi di me, gente che al di fuori delle mura scolastiche aveva un mondo ricco di connessioni mentali e umane…

Ma vi pare giusto che in un liceo classico non si studi musica? O che non si studi la letteratura straniera, se non in modo marginale? Lo so che uno ci dovrebbe arrivare da solo, ma non è così scontato. Ha senso sapere a menadito la parafrasi delle Grazie di Foscolo e non conoscere i fratelli Karamazov? Bah!

E’ vero che di insegnanti se ne incontrano a sfare e che di maestri (se si è fortunati) se ne incontrano pochissimi… in genere sono soggetti isolati e bollati come mosche bianche dagli altri docenti… Mi viene in mente sempre più spesso il mio prof di filosofia… Ce li aveva tutti contro gli altri prof, ma i ragazzi erano tutti dalla sua… anche quelli che non lo avevano come docente, perché la rete amicale degli studenti era autonoma da quella gerarchica dei prof (fiuuuuuuuu! Almeno quello!) Se ripenso alle lezioni in giardino, alle interrogazioni come discussioni fra gruppi di noi che esponevano il loro punto di vista, alle rielaborazioni scritte di quello che ci aveva colpito, alla costante spinta a trovare nessi con materie anche extrascolastiche (vedi musica, vedi cinema, ecc), non posso che riguardare a quei momenti come ad una preziosissima parentesi…

Allora non lo capivo fino in fondo. C’era l’entusiasmo della novità ed anche la sorpresa di trovarsi di fronte a qualcuno che, per la prima volta, aveva voglia di dare sfogo alle inclinazioni dei singoli… però spesso tutto questo veniva vissuto come la stramberia di un prof, non certo come un metodo didattico… mamma mia come ci avevano indottrinato ben bene… Oggi di filosofia mi ricordo poco e niente, ma so che quell’incontro mi ha cambiato la vita… La curiosità verso certe “materie” magari ce l’avevo già, ma trovare qualcuno che ti faccia capire quanto è importante costruirsi un proprio percorso alternativo di conoscenze (e non solo) è una benedizione, soprattutto in ambito scolastico.

Ad esempio oggi rileggo Dante e ripenso a quel giorno in cui in classe ci chiese se avevamo mai provato a leggere la Divina Commedia come si legge un romanzo qualsiasi, senza lo schermo della parafrasi… a me quella sembrò una bestemmia… come si fa a leggere la Commedia senza il supporto di una parafrasi, senza le note che ti spieghino rigo per rigo? Non ci si capisce nulla! E invece bisognerebbe provarci tutti… al di là delle letture del Benigni, che possono essere ganze quanto vi pare, ma come una lettura intima… all’inizio è vero che non ci si capisce nulla, però dopo un po’ si entra nella storia, nel modo di pensare e di conseguenza nel modo di scrivere dell’epoca… non è che uno capisce proprio tutto tutto, però quello che riesci a carpire è tuo per sempre e ti colpisce come una legnata in testa… solo così uno può cogliere l’effettiva potenza di quelle parole. Altro che quelle pallosissime parafrasi! Provate a rileggervi il canto di Farinata… non c’è niente di più attuale! La levatura morale del politico, il sacrificio dell’interesse privato per il bene superiore della comunità… proprio roba di altri tempi…

maggio 23, 2009

meraviglioso

Filed under: Uncategorized — annouk009 @ 4:54 pm

Proprio non riesco a crederci all’idea consolatrice di un dio Padre umanizzato che, aristocraticamente rinchiuso lassù nell’alto dei cieli, mi osserva, mi giudica e, all’occasione, magari mi perdona anche per le vaccate che faccio…

Mi piacerebbe, oh! eccome se mi piacerebbe lasciarmi andare a questa illusione, ma è troppo più forte di me.

E ppure, se, staccandomi dal tran tran delle stesse cose, mi soffermo davvero ad assaporare la bellezza di certi spettacoli naturali; oppure, se, guardando oltre la pagina che studio, riesco a cogliere la complessità e suprema perfezione di certi meccanismi biologici, non posso credere che sia tutto un caso, che non ci sia una mente odinatrice superiore.

E noi che ci affatichiamo a studiare il dettaglio pensando di aver capito tutto…siamo come delle formichine intente a raccattar briciole, che si perdono l’essenza  o almeno un riflesso di ciò che forse non potremo mai capire fino in fondo e che, forse proprio per questo, è per noi così bello…

File:AncientOfDays.jpg

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